Malagò: “Per i violenti certezze di pena”. Abete: “Maggiore rigore”
martedì 6 maggio 2014
Pugno duro contro i violenti, nessuna tolleranza nei confronti di chi sbaglia. E’ quanto hanno ribadito il presidente del Coni Giovanni Malagò e il presidente della Federcalcio Giancarlo Abete nella conferenza stampa che ha fatto seguito alla Giunta Coni: "Bisogna fare come la Thatcher con gli Hooligans – ha dichiarato Malagò – ed è indispensabile avere certezze immediate di pena. A Villarreal un signore che ha tirato una banana è stato arrestato e interdetto a frequentare uno stadio a vita". Quanto accaduto sabato a Roma non porterà a spostare la sede della finale di Coppa Italia né a rivedere la candidatura della Capitale per alcune delle partite dell’Europeo itinerante del 2020: “Non c’è niente di peggio di darla vinta – ha confermato il numero uno del Coni – sarebbe la cosa più sbagliata del Mondo”.
Malagò, che ha annunciato a breve un incontro con Abete per una “chiacchierata a 360 gradi per risolvere i problemi”, è favorevole ad un tavolo comune tra istituzioni, Forze dell’Ordine e il mondo dello sport: “Serve una presa di posizione speciale, straordinaria. Ci aspettiamo a breve una serie di risultanze concrete sulla base di quanto dichiarato dal presidente della Repubblica Napolitano, dal presidente del Consiglio Renzi e dal ministro dell'Interno Alfano. Oggi esiste un problema strutturale nel mondo del calcio. Un tema che riguarda tutte le componenti a 360 gradi. Il Coni vuole essere parte in causa, non stare su un cucuzzolo. Ma quando un problema è strutturale – ha spiegato Malagò - serve una rivisitazione del sistema che non può non tenere conto dei ruoli di Federazione, Leghe e Forze dell'Ordine, compreso il Ministero dell'Interno, lo Stato e il Governo".
''Non siamo noi a porre l'aut aut sulla modifica del quadro normativo – ha precisato Abete - ma è emersa la necessità di una riflessione a tutto campo per fare un cambio di passo. Da parte nostra c'è tutta la disponibilità a un maggiore rigore del quadro normativo e chi sbaglia paghi. Ma la federazione non è in grado di garantire l'ordine pubblico, non ha né questo ruolo né gli strumenti''.
Il presidente del Consiglio Matteo Renzi ha evidenziato come in futuro debbano essere le società di calcio a prendersi cura del pagamento dell'ordine pubblico. ''Noi – ha spiegato il presidente federale - siamo prima di tutto cittadini e poi abbiamo un ruolo. Siamo rispettosi delle decisioni che saranno assunte, ma ci sono delle problematiche che vanno approfondite. La prima è che la tutela dell'ordine pubblico è un bene primario del sistema Paese e sono in primo luogo le istituzioni che ne rivendicano la centralità. Inoltre – ha concluso Abete - il nostro è un sistema attento al rapporto costi-ricavi. Non voglio farlo diventare un problema di natura economica, ma abbiamo sempre ricordato il contributo fiscale di un miliardo da parte del mondo del calcio a fronte dei 411 milioni di risorse che vengono date al Coni. Ma siamo rispettosi delle decisioni e ho accolto con grande favore l'impostazione di Renzi di mettersi insieme nella diversità dei ruoli per una riflessione a 360 gradi''.
Sull'eventualità che stasera, in occasione della partita del Napoli al San Paolo, diversi tifosi partenopei possano presentarsi sugli spalti con la maglia 'Speziale libero', il presidente federale ha sottolineato: “Mi sembra che ci sia una posizione chiara da parte della Questura, che noi condividiamo. In quel caso non si giocherà. Evidentemente non è una cosa che può essere consentita”. Stessa posizione espressa da Malagò: "Se fosse per me – ha ribadito il numero uno del Coni - non si giocherebbe proprio".